I murella

Ci sono delle espressioni dialettali tanto straordinarie quanto intraducibili. Ufficio postale. Lei, una signora non più giovane con un taglio di capelli corto artistico, asimmetrico, piumino corto color mattone abbinato al colore dei capelli, sotto al giubbotto, dei pantacollant neri dentro scarpe in tinta dalla foggia branduardimenestrello. L’impiegato chiede che…

La nenia della neve

rimase ad ascoltare la neve che copriva le cose rimboccava le coperte ai piedi delle case posava candidi cuscini sui tetti sulle panchine solitarie. era una nenia quella notte di neve poteva quasi crederci che ci fosse qualcuno qualcuno che avesse cura del suo mondo qualcuno che mormorasse una nenia…

Il regalo più bello

  Il Natale arriva fuori, nelle strade. Fiocca morbido sui tetti delle case, a volte, arriva piovigginando ricordi, sui vetri delle finestre. Dentro le case, gli uomini fanno arrivare il Natale e, a volte, per farlo arrivare meglio, stanno insieme. A Natale, a volte, gli uomini parlano di pensieri che…

La notte di Natale

    Io sono l’altra… quella che sta dietro “agli straordinari”, “alle riunioni”, “alle cene di lavoro”, “ai corsi di aggiornamento”. Io sono quella che ha i regali più costosi e i tempi commerciali. Io sono quella che ha le feste comandate racchiuse in messaggi passionali mandati dal bagno di…

L’aria di Natale

L’aria di Natale era come quel motivetto che viene voglia di canticchiare appena svegli e senza un perché rimane in testa per tutto il giorno, a me rimaneva per tutto il tempo delle feste.  La nota d’inizio era data da: “Quando arrivano?” Il Natale a casa mia, iniziava dal giorno…

Le tazze azzurre

  La zia Rosina aveva delle tazze azzurre per il caffè della colazione. Non erano le tazzine importanti del servizio di porcellana fine, quelle che usava quando venivano le amiche nei lunghi pomeriggi invernali. Le tazze del mattino erano di ceramica, tutte azzurre senza decori, stavano su dei piattini spaiati,…

Quella volta che il corpo decise di avere un capo.

Un giorno, tutti gli organi del corpo fecero un’assemblea per decidere a chi spettasse il titolo di “capo”. Gli occhi parlarono per primi: – Non crediamo possano esserci dubbi, noi vediamo tutto, riferiamo tutto quanto a ciascuno di voi e vi comportate di conseguenza. Le orecchie: – Perché credete che…

Taci!

  Il treno fischiò in lontananza e lei pensò la stessa cosa che pensava da anni. Sistemò meglio il piccolo che le succhiava il seno e guardò lontano senza vedere nulla. Teneva il bimbo con un braccio solo, era avido, era maschio. Rimase ferma con il bimbo in braccio, il…

La lisca d’oro.

C’era una volta, una locanda nel cuore di una fittissima foresta, la Locanda della Luna, così si chiamava, era la sosta dei viandanti che attraversavano la foresta per andare da un paese all’altro. Era un posto molto grazioso, lì vivevano la locandiera insieme ai suoi figli e le fantesche che pulivano…

La locanda della luna

  C’era una volta… una foresta grandissima, da una parte e dall’altra si trovavano due piccoli paesi. Per comunicare tra di loro, per commerciare le loro merci, gli abitanti dei due paesi dovevano attraversare la foresta, a cavallo ci mettevano due interi giorni, alcuni la attraversavano a piedi, altri in carrozza….