Era importantissimo che ci fossi

Mi diede appuntamento in piazza. Ero felice, agitata, agitatamente felice. Dimenticai le chiavi di casa, o forse erano quelle della macchina, dimenticai la mascherina, dimenticai di guardarmi i capelli prima di scendere dalla macchina, dimenticai proprio di guardarmi e mi ricordai che non avevo messo…

Carnevale

Il carnevale non è mai stata una tra le mie festività preferite, forse perché da piccola non ho mai avuto un vestito di carnevale, o perché vedevo in giro la gente “mascherata” e non riuscivo ad entusiasmarmi. Crescendo mi sono accorta che giocare al gioco…

Hopper. Stanza a New York 1932

E dunque… dunque qualcuno avrebbe dovuto parlare, urlare magari, sbattere qualcosa. Stavano. Chiusi dietro una finestra aperta come un dipinto di Hopper, stavano. Avrebbe potuto girarsi lei, lei con il suo vestito rosso. Avrebbe potuto guardarlo e magari dirgli che non capiva, o che capiva…

L’aquilone

Avevo trovato quella casetta in collina, dopo aver accompagnato il mio secondo matrimonio, verso un naufragio lento e forse per questo, senza disperazione. Alla fine, tutto si era concluso con dei numeri: anni, mesi, giorni; trasformati in cifre da scrivere su assegni. Ricordi quantificati in…

I murella

Ci sono delle espressioni dialettali tanto straordinarie quanto intraducibili. Ufficio postale. Lei, una signora non più giovane con un taglio di capelli corto artistico, asimmetrico, piumino corto color mattone abbinato al colore dei capelli, sotto al giubbotto, dei pantacollant neri dentro scarpe in tinta dalla…

Il regalo più bello

  Il Natale arriva fuori, nelle strade. Fiocca morbido sui tetti delle case, a volte, arriva piovigginando ricordi, sui vetri delle finestre. Dentro le case, gli uomini fanno arrivare il Natale e, a volte, per farlo arrivare meglio, stanno insieme. A Natale, a volte, gli…

La notte di Natale

    Io sono l’altra… quella che sta dietro “agli straordinari”, “alle riunioni”, “alle cene di lavoro”, “ai corsi di aggiornamento”. Io sono quella che ha i regali più costosi e i tempi commerciali. Io sono quella che ha le feste comandate racchiuse in messaggi…

L’aria di Natale

L’aria di Natale era come quel motivetto che viene voglia di canticchiare appena svegli e senza un perché rimane in testa per tutto il giorno, a me rimaneva per tutto il tempo delle feste.  La nota d’inizio era data da: “Quando arrivano?” Il Natale a…

Le tazze azzurre

  La zia Rosina aveva delle tazze azzurre per il caffè della colazione. Non erano le tazzine importanti del servizio di porcellana fine, quelle che usava quando venivano le amiche nei lunghi pomeriggi invernali. Le tazze del mattino erano di ceramica, tutte azzurre senza decori,…

Quella volta che il corpo decise di avere un capo.

Un giorno, tutti gli organi del corpo fecero un’assemblea per decidere a chi spettasse il titolo di “capo”. Gli occhi parlarono per primi: – Non crediamo possano esserci dubbi, noi vediamo tutto, riferiamo tutto quanto a ciascuno di voi e vi comportate di conseguenza. Le…