Biografia

Maria Carmela Miccichè nasce a Scicli, una cittadina del ragusano, il 18 aprile del ’63. La madre era un’ottima lettrice e c’erano sempre tanti libri in casa: leggere fu una scoperta naturale e affascinante. Scrivere, fin da piccola, pensieri che poi diventavano storie fu un gioco che non sembra avere mai fine. A 13 anni ha uno spazio suo, nel giornalino parrocchiale dove scrive articoli umoristici e ironici e cronache di quartiere. Al liceo scientifico, dove si diplomerà, scrive la recita di Natale e brevi storie che passano di mano in mano tra versioni di latino e assi cartesiane. Nel frattempo scrive e dirige una commedia in due atti “L’avvocato senza scarpe” che ottiene un buon successo nella sala gremita dell’oratorio della chiesa di San Bartolomeo. Nel 1998 pubblica articoli e brevi racconti su alcuni giornali locali. Nell’anno 2000 partecipa al primo concorso letterario “Moak” vincendolo, con il racconto “Un caffè è sempre perfetto”. Successivamente partecipa a vari concorsi letterari, vince per diversi anni il concorso della città di Sortino e riceve riconoscimenti per altri concorsi. Nel 2015 pubblica dei racconti sulla rivista letteraria “Il Piccolo Letterario di Catania” e a dicembre dello stesso anno esce il primo libro, una raccolta di storie al femminile “Elena intrecciava fiori di sale.” Armando Siciliano Editore. Nel 2016 fa parte della giuria del concorso letterario “Caffè delle Arti” a Roma e pubblica un racconto nel libro “Emozioni. Teatri di Sicilia” a cura del maestro Aurelio Caliri, Edizioni Arti e Musica Siracusa. Attualmente sta collaborando con il regista Vittorio Rubino per la prossima messa in scena di “Isabel” un suo testo teatrale. Altri suoi testi fanno parte del cartellone dello spazio teatrale OfficineOff.

Maria Carmela vive con il marito, i figli, e due cani, tra mare e campagna a Scicli. Ama il blues ed il jazz blues: Ella Fitzgerald, Nina Simone, Billie Holiday, Louis Armstrong, e ancora Seal, Raphael Gualazzi, Norah Jones. Tra i libri che tiene ovunque, ci sono Luigi Pirandello, Oriana Fallaci, John Grisham, Wilbur Smith, Jeffery Deaver, Ken Follett, Kathy Reichs, Agatha Christie e adora i trillers in genere. Ama il cinema e tra i suoi tantissimi film preferiti troviamo Novecento, Il miglio verde, Le ali della libertà, La città della gioia, Sapori e dissapori, Robin Hood, Malcom X, L’avvocato del diavolo, Vi presento Joe Black, A spasso con Daisy, Pomodori verdi fritti, Il collezionista di ossa, Il colore viola, La Pantera Rosa, Il sesto senso, Mamma Mia!, Un giorno per caso, Nuovo cinema Paradiso, Italo, ed in genere Gialli e Commedie Americane.

Le piace ascoltare Radio KissKiss, con la quale ha anche collaborato come inviata, ma non disdegna altre emittenti, purché trasmettano buona musica. Pubblica anche su Facebook sulla pagina “Il caffè di Marek”.

Il sito “Laboratorio di poesie e brevi racconti”

Lo scopo di questo sito, creato in occasione del suo compleanno, è quello di far conoscere le poesie e i racconti di Maria Carmela Miccichè.

Maria Carmela non ama definirsi poetessa, tuttavia le sue poesie dove esprime la propria personalità, il proprio animo, con uno stile personale aggraziato dalla sensibilità e dalle emozioni forti, profondamente carico di sensazioni, coinvolgono il lettore che spesso riconosce in quei versi emozioni proprie.

Maria Carmela riesce con una semplicità disarmante a creare un dialogo intenso con il lettore che diventa parte della storia che via via si snoda da un rigo all’altro. I racconti sono carichi di fascino, armoniosi nella forma e spesso ironici, sempre avvolgenti. Il contenuto non è mai banale, per niente scontato, anzi spesso il finale sorprende e la lettura molto scorrevole. Trasportati tra le pagine ci si ritrova nei mondi che lei descrive perché quella di Maria Carmela è una “scrittura dei sensi”.

[Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.]
(da “Il tempo ritrovato” – Marcel Proust)