Le bianche scogliere di Dover

Lui è sempre alto, bello e con una Jaguar accomodata sul viale davanti casa… più che casa, castello con edera rampicante e roseto incluso, e fin qua va bene. Il tipo fa un lavoro che gli permette di pagare le tasse e tuttavia ha il tempo per andare a cavallo, in barca a vela e in giro per la brughiera con il vento che gli scompiglia i folti capelli neri.
Lei, una taglia 42 elegante anche con la tuta da imbianchino, bionda, tanto perfetta che anche la sua semplicità sprizza “guardateminonsonounmeravigliosoperfettofioredicampo?”
sottotitolo “voinonsaretemaicosi”.
Lui la guarda, lei lo detesta, è amore senza dubbio alcuno.
Dopo 40 minuti di paesaggi, colline verdi, laghetti e una profusione di fiori che cominci a starnutire per il polline, ti viene voglia di tea pregiato con annesso tovagliolino di lino e maggiordomo silente, come se nella tua vita non avessi mai fatto altro che sorseggiare tea guardando prati che degradano verso il laghetto personale.
Torniamo ai due, lui dichiara tutto il suo grande, immenso, stellato amore, non tralasciando i particolari: solitario grande come un’ananas e parole che il buon William, da dove sta, trascrive con pazienza a futura memoria.
Lei di colpo, tanto caruccia prima, diventa scema, idiota proprio, dice che ha paura di innamorarsi, la nonna sta morendo, la mamma sta attraversando un periodo di crisi con il suo compagno, insomma, vorrebbe tanto ma è no, secco e asciutto. Lui sale sulla cabrio e ciuffo al vento, va verso la bianca scogliera di Dover.
Passano i mesi.
Si rivedono a Londra. Lei lo vede, bello come il sole fermo a un angolo di strada, in genere a Londra quelli strafighi sono sempre fermi su un marciapiede a un angolo di strada tra una deliziosa caffetteria e una libreria decisamente romantica. Lei pentitissimadipiù, ha un lampo di genio pensa di attraversare la strada e baciarlo direttamente, d’impeto.
Troppo tardi, spunta una mora strafiga (perché le stronze sono sempre more?) e se lo bacia di brutto.
Ebbene, mentre il nostro viene baciato dalla mora stronza e strafiga, proprio “mentre”, lui, con la coda dell’occhio vede, attraverso i clienti del bar, attraverso il traffico dell’ora di punta di Londra, attraverso i pullman a due piani, riesce a vedere e a scorgere lei, la biondina che ama piùdiognicosaalmondo, e… capisce il suo disappunto e riesce a leggere perfettamente la luce nello sguardo di lei: lo ama.
Senza pensarci, molla la stronza mora strafiga, attraversa la strada meglio di un supereroe e bacia lei, perché sa, ha capito, capisce il cuore e la mente di quella biondina, è la sua donna.
Titoli di coda.
Ecco, una simile genialità posso scriverla pure io… senza chiamarmi Rosamunde.
Visto che non avete pagato il biglietto, se volete potete fare una donazione dal vostro cellulare, basta un euro al numero 444444444444445444447
Grazie.
Aspettate un momento… riavvolgiamo la pellicola, avevo dimenticato un particolare, ed è giusto che lo aggiunga, per dovere verso chi fa i conti con l’età.
Il bello, affascinante, sensibile nonché ricco bell’uomo, di cui sopra, ha una madre (ebbene si, è nato da riproduzione umana) che ha una certa età, nel senso che gli anni passati sono più di quelli che ci si aspetta di vivere ancora.
La signora sempre elegantissima, manco a dirlo, con le perle che fanno parte del cromosoma genetico di famiglia, è severa, continua a dirigere gli affari di famiglia usando sempre e soltanto imperativi, detti a denti stretti e collo altero, ed è simpatica come una chewingum sotto le scarpe con il tacco.
In questi casi, la signora madre è sempre vedova, dato il carattere che si ritrova, credo sia nata allora, l’espressione per il consorte “è passato a miglior vita”, comunque il figlio l’adora come desiderano essere adorate (non mentite vi conosco!) tutte le madri di figli maschi.
Mentre si svolge l’amore tra il figlio e la biondina, amore che, ovviamente, lei ostacola… colpo di scena!
Signore mie avanti con gli anni… andate avanti pure con la speranza e la fantasia… perché il maggiordomo non è affatto un maggiordomo, ma un nobile innamorato da sempre della signora madre, che pur di starle accanto, in tutti gli anni precedenti ha finto di essere un maggiordomo per amarla e onorarla in silenzio.
Sistemato il di lei figlio, può finalmente svelarle tutto il suo fedele amore.
La signora madre lo perdona (non è chiaro cosa ci sia da farsi perdonare ma prendetelo come un atto di generosità confusa da parte di lei) e gli dà il permesso di amarla e onorarla in pubblico, ovviamente, dopo aver svelato le sue origini blasonate e l’iban straripante di sterline.
E così abbiamo sistemato pure la tardona fascinosa e perlemunita.
Ecco… adesso: via ai titoli di coda!
Vi ricordo che per la vostra generosa donazione il numero è quello di sopra, ma potete fare anche un numero a caso… oppure…
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m.c.m. (rosamunde) production