Iniziò cosi…

 

la mattina del 13 ottobre 2011…

rilessi quello che avevo scritto durante una delle mie notti, dove il silenzio è scandito dal rumore dei polpastrelli che battono un ritmo veloce sulla tastiera.

la storia era là, ferma sullo schermo, esattamente come l’avevo lasciata.

andavo con il cursore su e giù come a toccarla per riconoscerla e sentirla mia. funziona così.

mi sentivo soddisfatta e un po’ mancante di qualcosa. le parole guardavano me riconoscendomi.

quell’insieme di lettere, tratti, spazi, sistemati nell’ordine che io avevo stabilito, formavano un puzzle che aveva esattamente la forma che volevo: era un quadro. l’immagine nitida raccontava una storia in movimento, qualcosa in divenire.

osservai quante cose c’erano dentro.

il chiaroscuro, le sfumature dei sentimenti che davano corpo e dicevano, senza dire, da dove venisse la luce.

era una storia triste, lo era diventata dopo, dopo una sequela di lucenti parole che raccontavano di mare e di sole e di musica. Il finale era così definitivo e implacabile che lasciava quel senso di impotenza che, forse, era stato il motivo del primo tasto battuto.

battuta dopo battuta avevo accompagnato elena lungo le righe della pagina, fino al momento dove scalza e fragile rimane distesa come una foglia d’autunno.

eppure qualcosa rimane a chi l’accompagna, un sostantivo dopo l’altro, un verbo dopo l’altro, una virgola dopo l’altra: la paura di essere davvero soli.

rimane, a chi accompagna quella povera vecchia, quasi la necessità di dire: – aspetta! io sono qua! aspetta! io lo so come stai… io lo so.

ma il finale è definitivo… elena non riesce a vivere senza le sue illusioni, così le indossa con cura e va via con loro.

elena intrecciava fiori di sale. feci copia e incolla e la mandai a una mia amica, carla, di taranto che faceva la speaker a milano per una radio nazionale. dopo qualche ora mi arrivò il suo messaggio su facebook, era rimasta colpita dalla storia, le era piaciuta tantissimo.

dopo qualche giorno l’amministratore di un sito mi chiese il permesso per pubblicare “elena intrecciava fiori di sale” sul suo portale, aveva letto quella storia incrociandola per caso nel caotico e affollatissimo mondo virtuale.

fu così che “elena intrecciava fiori di sale” cominciò il suo viaggio.

 

“elena intrecciava fiori di sale” è diventato un libro che gira l’italia e che mi porta i saluti e i commenti di persone che prima non conoscevo e che adesso sento vicine. iniziò tutto con il rumore di un tasto e cambiarono tante cose, sono successe tante cose, emozioni che spero riuscirò ancora a dipingere su quadri in movimento.

quella notte, scrivendo, ho tracciato un incrocio e poi ho svoltato l’angolo, ciò che è arrivato dopo è accaduto e ne ho respirato ogni pensiero.

oggi 13 ottobre è il nostro anniversario, mio e di elena, volevo festeggiarlo così, rendendovi partecipi, voi che da quel primo passo ho sentito sempre vicino. Grazie.

 

 

maria carmela