Londra 12 luglio 2021

Elisabetta, posa il cucchiaino sul piattino accanto alla tazza Staffordshire e guarda il nipote. – E così, Guglielmino, non abbiamo vinto.
– Già, non abbiamo vinto. – conferma il nipote guardando un punto lontano, oltre la finestra.
– Sei andato a salutare gli ospiti?
– No, nonna, ero troppo arrabbiato, noi dovevamo vincere.
– Sì caro, sarebbe stato meglio, ma avresti dovuto farlo, dico, andare a salutare gli ospiti.
– E invece non l’ho fatto, ho preso moglie e figlio e siamo andati subito via.
– E… il biondo, è andato a salutare gli ospiti?
– Non credo, era più arrabbiato di me.
– Ho capito. E la gente, gli inglesi?
– All’uscita dello stadio hanno preso a botte tutti quelli che tifavano Italia così, almeno loro, si sono sfogati.
– Ho capito. Tutto questo, davanti a tutto il mondo…
– I giocatori hanno perfino rifiutato la medaglia d’argento, la toglievano subito.
– Certo, hanno fatto bene, non la meritavano. Vedi, Guglielmino, ci ho messo tutta una vita a mostrare al mondo un regno che avesse una classe, una storia, una padronanza della situazione, in neanche due ore siamo tornati a quando andavamo coperti di pelli e mangiavamo carne cruda. Guglielmino, ho visto tante cose che non mi sono piaciute e sono andata avanti risolvendole a modo mio, questa è la più grande sconfitta mediatica della storia, perché non è che non abbiamo vinto, abbiamo perso Guglielmino, abbiamo perso nel peggiore dei modi, mostrandoci deboli, maleducati, ignoranti, incivili, abbiamo perso la dignità e invece potevano “non vincere alla grande”. Capisci la differenza tra “non vincere” e “perdere”? Hanno fatto bene a togliersi la medaglia, un gesto così vale più di ogni altra cosa, per come si sono comportati non ci sono medaglie, la mancanza di rispetto verso il rivale è inconcepibile. Adesso vai, devo pensare a come chiedere scusa e non solo agli italiani… Vai Guglielmino… e stai pure lontano da me per qualche tempo.