Due etti d’Amore.

 

– Buongiorno.
– Buongiorno! Mi dà due etti di Amore?
– Certo signora. Come lo vuole?
– Affettato sottile, così dura di più. Ah… che sia senza conservanti, ma che duri a lungo.
– Signora mia, qua mica vendiamo pane e panelle! Se deve durare devono esserci i conservanti! Vede, lo sbaglio sta nel chiedere una cosa e pretenderne un’altra. Vogliamo un prosciutto che sia senza conservanti ma che sia a lunga conservazione, il salumiere ci accontenta dicendo che è come vogliamo ma, onestamente, anche noi sappiamo che non esiste prosciutto a lunga conservazione che sia senza conservanti, quindi sappiamo di mentirci ma stiamo a posto con la coscienza. Qua, signora mia, parliamo d’Amore, quindi se lo vuole senza conservanti non può pretendere che duri a lungo. Adesso mi dica, come lo vuole?
– Beh, si ha ragione. Allora due etti, con conservanti, ma tagliato sottile.
– Ecco fatto! Servita.
La signora, va via soddisfatta. In effetti è bello sapere cosa si vuole.
Il trentenne alto, occhiali griffati e capello all’ultima moda, sa perfettamente cosa vuole: – Buongiorno. Mi dà tre etti d’Amore?
– Subito signore, come lo preferisce?
– Una fetta spessa. Tutto in un’unica fetta.
– Certo signore. Lo lascio intero o lo faccio a dadini.
Il trentenne ci pensa un attimo: – Ma si, lo faccia a dadini, non troppo piccoli, in modo che il gusto non venga coperto, che si senta l’intensità del profumo.
Una signora robusta dall’aspetto affidabile e piena di salute, aspetta il suo turno.
– Mi dica signora, cosa desidera?
– Beh… vorrei cinque etti d’ Amore, sa ho una famiglia numerosa e sembra non basti mai, per di più aspetto pure dei parenti. Cinque etti e fette non troppo grosse.
La signora anziana, segaligna, stringe le labbra vedendo tutto quell’Amore sulla bilancia. “Che spreco” sembra voglia dire.
– Prego signora, come posso aiutarla?
– Signorina, prego.
– Si certo, signorina. Mi dica pure.
– Dunque, io vorrei una fettina d’Amore. Io sono da sola. Una fettina sottile. E per cortesia mi levi il peso della carta, non ho intenzione di pagare la carta.
– Certo signorina. Guardi è quasi trasparente, va bene così?
– Si va bene. Grazie.
La ragazzina, al di là del bancone, sembra sia incapace di stare ferma, sposta il peso da una gamba all’altra, batte il piede al ritmo di una musica che forse, sente solo lei.
– Cosa posso darle?
– Voglio una fetta d’Amore, che sia spessa, che… no forse meglio tre fettine sottili… però vorrei che fosse speciale, di prima qualità. Non so se mi spiego.
– Vediamo… le consiglierei un paio di fettine non troppo sottili, magari le metto sotto vuoto, così durano di più, non cambia il colore e il profumo, quando le servono, non ha che da aprire la confezione.
La ragazzina sorride: – Lei è un genio sa?
– No, amo il mio lavoro e conosco un po’ la gente. Comunque, grazie è gentile. Ho idea che ci vedremo spesso.

– E lei? Si, lei che sta leggendo… cosa desidera?