Decisi che doveva accadere di martedì.

Decisi che doveva accadere di martedì. Evitai il lunedì. Il lunedì si va dal dentista, si pagano le bollette, si telefona al commercialista. Non mi andava di dare una svolta alla mia vita di lunedì, ecco!

Non è vero, il lunedì mi serviva per rigirarmi tra mani e coscienza, tante cose, due o tre per la verità. La logica tagliuzzava ogni frase e l’anima gocciolava sui “se” e sui “ma”.

Il martedì scordai di portarmi qualcosa, non mi resi conto di cosa avessi scordato ma era chiaro che mi mancava. Camminavo spedita eppure sapevo di aver scordato qualcosa di veramente importante e questo mi metteva ansia.

Avevo deciso che fosse di martedì e, proprio quel martedì, decisi dove avrei abitato. L’idea era quella di trovare un posto sicuro, un quartiere bello ed elegante, una zona di campagna con un prato rasato e violette accanto ai tronchi o magari una solida roccia sul declivio di un colle.

Mi innamorai di un ponte e mi trovai a decidere che su quel ponte avrei costruito la mia casa, di martedì.

Scelsi tutte le pietre che avrebbero fatto la mia casa, le scelsi una per una. Si capisce che l’idea sembrava proprio assurda e a quel punto ricordai cosa avevo dimenticato: le regole. Tutti conoscono le regole per decidere dove è meglio fare una casa, io le dimenticai.

Feci la mia casa su un ponte. Il ponte stava su un fiume che raccontava meravigliose storie senza finale perché quando arrivava la fine della storia, l’acqua chiacchierona, era già oltre l’ansa e io non riuscivo più a sentire come finiva.

Abito ancora nella casa sul ponte, decido quando voglio che sia martedì e racconto la fine delle storie al fiume. Non ricordo dove ho messo le regole, saranno da una parte o dall’altra del ponte ma fino a quando starò sul ponte non mi serviranno.

Il martedì la luna, sempre piena, viene ad ascoltare la fine delle storie, non so ancora se le fa piacere o se viene solo per controllare, ascolta e tace e non manca mai.

A mezzanotte, quando il fiume riprende a scorrere e a raccontare storie nuove, trovo sul ponte un rametto di gelsomino. È un rametto secco come quelli che si tengono tra le pagine dei libri, eppure quei fiori piatti come la pagina di un diario, fanno un profumo intenso che dura esattamente fino al martedì seguente.