Le case e le stelle

E quello, era un luogo dove le case, una sull’altra, una attaccata all’altra, bisbigliavano tra loro. Cosa non si raccontavano quelle case ciarliere, mentre la vita sorgeva, scorreva, sbatteva, dentro e fuori.
Se poteste sentire, come quelle comari, sin dal mattino, guarnivano le chiacchiere con odori: di sugo di maiale, melanzane fritte, broccoli, frittura di paranza, peperoni arrostiti, caponatine e sarde fresche grigliate davanti alle porte, tutto si raccontavano.
Nell’ora del silenzio, quando tutti dormivano, amoreggiavano senza pudore con il sole che, in quel luogo, prende ciò che vuole, e socchiudevano gli occhi mentre egli ne infuocava i muri e i terrazzi e ogni pensiero che restava sospeso in attesa d’ombra.
Scivolava, il sole, già attratto d’altro, mentre dalle persiane un intenso profumo di caffè passava di casa in casa e riprendevano queste a raccontare.
La sera, s’agghindavano di gerani, gelsomini, citronelle, pomelie, e menta e basilico che un ruffiano venticello agitava, e loro, vanitose, sorridevano alle stelle che poverine profumavano di nulla.

Ph Giulio Lettica