Senza barare

come si fa a raccontare a un bambino la vita…
come si indica ciò che è buono da ciò che non lo è
senza barare
senza barare con noi stessi
senza citare ballate antiche dove il bene vince sempre
come si fa ad insegnare a un bambino
che la vita spesso comporta delle amputazioni
che non passano mai
e non bisogna guardare troppo indietro
ma neanche dimenticarlo
e non bisogna guardare neanche troppo avanti
perché si inciampa su se stessi
come si fa a dirigere lo sguardo di un bambino
verso il cielo che non appartiene a nessuno
eppure sta sempre lì
o verso quel piccolo fiore così delicato e forte
tanto da voler bucare la terra e venire fuori
tanto da sfidare il freddo e la notte
e dopo qualche giorno non ci sarà più
vorrei avere le parole giuste
da dire a un bambino
e anche a me
che credevo di non esserlo più
per raccontarmi questa cosa strana
che mi succede
che a volte scoppia come una risata improvvisa
capace di abbracciare il cielo
a volte è un lamento struggente
di una devastazione che viene da dentro
eppure
eppure questa strana cosa rimane ancora
avanza un minuto dopo l’altro
in un tempo indefinito e indefinibile
e gli occhi di un bambino
guardano senza capire
eppure affascinati
esattamente come i miei
incapaci di abbassarsi
davanti a ciò che non può essere buono
a ciò che non trova giustificazione
a ciò che non capisco