la ventiquattresima luna

la ventiquattresima luna
guardava distratta le follie degli uomini
piccole follie in effetti, sempre uguali
osservò la donna e la riconobbe
era lei che scrutava la notte
in cerca del sogno perduto

la ventiquattresima luna
ricordò come la vide quella sera
era ferma sull’argine del fiume
intrecciata a un sogno fatto di promesse
quella donna era così colma di stelle
da illuminare la notte

la ventiquattresima luna
cercò lo sguardo di lei
vi lesse tante cose
come sempre restò in silenzio
la donna abbassò lo sguardo
prese i suoi “perché” quelli più pesanti
e cominciò a intrecciarli

la ventiquattresima luna
lenta andava nella notte
sembrava impigliata nello sguardo della donna
o forse era uno dei suoi “perché” che la tratteneva
ma non poteva fermarsi a parlare
non poteva spiegare, consolare, svelare ciò che dall’alto vedeva

la ventiquattresima luna
guardò il cielo attorno
non una nuvola che potesse aiutarla
certo sarebbe potuta andare
scivolare lenta nella notte
guardando distratta le follie degli uomini
ma…
forse nessuno si sarebbe accorto
nessuno avrebbe fatto caso
a dei raggi di una luna ferma che arrivavano
dritti fino all’argine di un fiume
a raccogliere quei “perché” di ferro
logori e malridotti

la ventiquattresima luna
prese i “perché” della donna
li fuse in uno dei suoi crateri
e con le risposte e ne fece una gemma

tornarono le stelle a brillare
negli occhi di lei
mentre guardava la ventiquattresima luna
che riprendeva il suo viaggio nella notte
un anello di ferro con una gemma verde
rimase a ricordo
della ventiquattresima luna