Prova costume

 

Nel negozio non c’è tanta gente, bene.
Nel negozio non c’è nessuno che conosco, benissimo.
Nel negozio non si vede la commessa, wow è il mio giorno fortunato…!!!
Mi sembra di grattare la vernice argentata da un biglietto fortunato: ogni grattata è un premio. Felice come chi ha trovato tre mango in fila e sta per grattare il superpremio… mi avvicino agli espositori. Non c’è maggior soddisfazione che frugare, rovistare, spaiare e riaccoppiare i costumi senza che la scassap…
– Salve, le serve aiuto?
Ecco è lei la scassacose sopra citata.
– No, grazie. – sorriso di circostanza – Stavo dando un’occhiata.
– Le prendo qualcosa da provare?
E ride… che avrà da ridere…??? sono in bilico tra l’andarmene e il chiedere un giubbotto di pelle rosso con borchie, tanto per vedere che faccia farà.
Ma quel costume rosso sembra proprio carinissimo da morire e sta ammiccando… oh gli uomini non capiranno mai quando un capo d’abbigliamento ammicca, ma sono sicura che le donne sanno a cosa mi riferisco…

Beh… decido che, se il costume sta attirando la mia attenzione, un motivo ci sarà, ignoro la commessa e mi dedico alla conoscenza personale del costume.
Lei, Taglia 40 con pantaloni neri e ricordo di maglietta rosa, mi guarda con sorriso al neon: questo è molto bello.
La guardo e sto per dirle: bene, siamo al festival delle ovvietà.

Ma oggi in ufficio è stata una giornata rilassante, e non voglio sciuparmi la pazienza alla seconda battuta, così annuisco.
Taglia 40 incalza: Lo vuole provare?
E no che non te la do la soddisfazione: – No grazie, do un’occhiata.
Così con noncuranza lo lascio andare con un’occhiata che dice: “con te ci vedremo dopo” e cambio espositore.
Taglia 40 in un barlume di attività cerebrale capisce che non è aria e si dedica alla difficile piegatura di intimo sul tavolo accanto.
E vai… libera…!!! Gioco un po’ con i costumi interi, guardo anche quelli maschili nel caso Taglia 40 ci ripensi e ritorno dal mio costume rosso.
L’ho appena preso, ne sento la consistenza morbida e liscia quando Lei si materializza dal nulla. Respiro pensando di sentire qualcosa di sulfureo, invece è solo profumo.
– C’è anche intero se vuole provarlo?
Immagino la notizia sul giornale: trovato cadavere di commessa Taglia 40 strangolata con un costume rosso. Respiro, sorrido e con un tono così mieloso da essere glicemico: – I costumi sono tutti qua? Volevo qualcosa… non so… (eccoti servita caruccia, adesso fa girare le tue celluline rosa e vediamo che succede)
Taglia 40 s’illumina: – Preferisce un intero o un due pezzi?
Poi mi guarda come se fossi la bolletta del gas.
– Si, magari un… Si, penso che un… Si, volendo potrei… un… due… (la fisso) INTERO.
Sotto la maglietta rosa un seno inesistente si solleva e andiamo verso gli “interi”.
A quel punto lei si trova in vantaggio, nettamente in vantaggio, perchè adesso sa che farà la domanda, “quella domanda”, la domanda che l’ha spinta a fare la commessa, la domanda che ha preparato con anni di digiuno e astinenze dalle sane abitudini alimentari, con rinunce a panini al salame e cucchiaiate di nutella, a pacchi famiglia di patatine…
A quel punto LEI, Taglia 40, fasciata da minuscoli pantaloni neri e ricordo di maglietta rosa… mi guarda dritta negli occhi, stringe i suoi, e allungando le dita sottili con le unghie che sembrano il carnevale di Rio, mostra le scatole e dice: – Che taglia?
– Senti, vorrei provare quel reggiseno – dico sorridendo come se mi fossi ricordata solo in quel momento della cosa, poi guardo la sua maglietta piatta e… : – Una Quarta, grazie.

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.

Si ringraziano le signore dalle belle forme e le commesse dalla pazienza infinita e soprattutto si ringraziano le donne che sanno prendere la vita con ironia perchè hanno capito che essere “donna” è un’avventura quotidiana!