I calzini corti.

C’erano una volta…

i calzini corti, i mezzi tacchi, le mezze stagioni.

La mezza stagione, una volta, non era una stagione a metà ma quel tempo di mezzo tra una stagione definita e l’altra, tra il caldo caldo e il freddo freddo, una stagione preparatoria e per questo molto importante. Anche noi umani avevamo una mezza stagione, un tempo preparatorio che andava dall’essere bambini all’essere adulti. Adesso viviamo tutti nella mezza stagione, sia come tempo meteorologico che come fase della vita. Ascoltando certe cose, mi arriva il passato prepotente, con immagini nitide e chiare. Penso che, non era meglio né peggio, era solo diverso e a me, che l’ho vissuto, piaceva.

Poco tempo fa, mi trovavo in un negozio di abbigliamento per bambini, accanto a me una signora chiedeva qualcosina da regalare a una bimba di sei mesi. La commessa mostrò tutine, pigiamini che sembravano di zucchero filato. La signora non sembrava molto interessata e disse: <<Non lo so, non mi piacciono tanto, mi sembrano troppo infantili.>>

La commessa andò a prendere altre cose e alla fine la signora, tutta contenta, comprò una gonna di jeans con gli strassini rossi a forma di cuore.

In effetti, le tutine e i pigiamini erano infantili, ma credo che una bambina a sei mesi sia da considerarsi infantile senza che debba sentirsi in colpa per questo. Ecco, nella mia memoria l’infanzia era un’età definita, non c’erano dubbi. Poi c’erano i bambini e i bambini grandi che non sono quelli che chiamano la mamma dall’ufficio perché hanno bisogno della camicia stirata per la cena di lavoro, i bambini grandi si distinguevano dalle scarpe occhio di bue e i calzini corti, maschi e femmine, senza differenza di lingua e classe sociale. Passato l’inverno si andava a scuola con i calzini corti, bianchi, a righine colorate, di cotone o di filo di scozia e si desideravano le calze di nylon che indossavano le ragazze grandi. Ecco, le ragazze grandi erano le sorelle maggiori, le cugine, quelle che avevano già i mezzi tacchi e le calze velate. Erano quelle che andavano alle feste di compleanno da sole, con le amiche, ma mai con le sorelle più piccole. Le feste di compleanno delle ragazze grandi erano sempre un mistero per le bambine e spesso erano precedute da litigi furiosi a casa. Le ragazze grandi si truccavano di nascosto, fumavano di nascosto e avevano un ragazzo che tenevano sempre nascosto, si chiudevano a chiave in bagno e chiudevano a chiave anche il diario segreto. Era un’età misteriosa. Tutto succedeva appena smettevano di indossare i calzini corti.

C’era questa stagione di mezzo, passavamo dai calzettoni di lana ai calzini corti e nell’aria c’era già una promessa d’estate. Le ragazzine finivano di giocare con le bambole o di arrampicarsi sugli alberi e diventavano ragazze grandi, mentre avevano già lo sguardo di giovani donne.

D’estate, i ragazzi più in gamba erano quelli che, giocando a tamburelli, mandavano la pallina accanto alla ragazza più carina e sotto gli ombrelloni c’erano famiglie intere.

Ma l’estate era un’altra stagione…