Belle, coraggiose e forti

 

Oggi 9 Marzo.

Anche quest’anno la festa della donna è già trascorsa.

Le mimose possono tornare a essere solo mimose, ad abbellire giardini e viali.

Le donne possono tornare a fare le donne.

Ieri è stata tutta una profusione d’auguri, come da protocollo.

Ovunque si è tanto parlato della “donna”, questa sconosciuta, e allo stesso tempo, questo essere così tanto meticolosamente conosciuto da tutti che ciascuno aveva una conferenza pronta sull’argomento.

Ieri, come capita di domenica, dove il tempo permetteva, le donne dopo aver preparato il pranzo e sistemato casa, sono uscite con il marito per la solita passeggiata in centro.

Che belle le donne, con quell’andare particolare, sempre in perfetto equilibrio tra il mondo e il cielo, divisi da un tacco che slancia, che conquista, che, a volte, è una tortura ma un tacco, si porta sempre con un sorriso.

E gli uomini, con le loro scarpe basse dalla pianta larga, con dentro i calzini di lana o caldo cotone, con i loro pantaloni comodi, amano le donne.

Gli uomini sono orgogliosi delle loro donne. Hanno portato il rametto di mimosa alla moglie e, per fare gli originali, la rosa all’amante.

Già dalla prima mattina è stato tutto un intreccio di messaggini di auguri e cuoricini. I più audaci hanno aggiunto frasi acchiappate su facebook, attribuite notoriamente ai grandi poeti dell’amore. Chissà come saranno contenti i grandi poeti!

Le mogli, spesso inconsapevolmente, hanno scambiato gli auguri con le amanti dei mariti, le ultime sempre consapevolmente. I mariti hanno trattenuto l’aria finché il brutto momento non è passato per dar posto a un qualsiasi altro argomento decisamente meno rischioso.

Sono belle le donne. Sono belle, coraggiose e forti. Anche se ci sono solo due gradi sopra lo zero, coraggiosamente e senza alcun lamento indossano calze velate sottilissime che danno alla gamba, quel tenue tocco di appena colorato, senza nascondere nulla della sensualità di una caviglia sottile.

Hanno coraggio da vendere quando leggono il biglietto che accompagna la rosa e si fanno venire il batticuore e si sentono vive.

Hanno coraggio da vendere quando si lasciano credere che quell’uomo, con le scarpe basse e la pianta larga, lo stesso che scrive il messaggio di corsa perché: “adesso non posso”; lo stesso che accompagna la rosa con un “tu sei diversa”.

Ci vuole davvero coraggio a raccontarsi che quelle tre parole in fila, esprimano un concetto che vada oltre la banale ovvietà: diversa da chi? diversa da cosa?

A meno che non si faccia parte di gemelli omozigoti tutti siamo diversi da tutti.

La donna è coraggiosa e sfida quella che parrebbe un’affermazione inutile, dandosi un ventaglio di risposte: sono diversa perché sono più bella, più brava a farlo sentire uomo, sono più intelligente, più brava a letto, più sensuale…

L’uomo con i calzini di lana o caldo cotone, dentro le scarpe basse, ha detto solo tre parole. La donna ha elaborato un concetto che comprende le proprie caratteristiche migliori a 360 gradi, quindi, una volta che si è data tutte le riposte possibili sul come lei sia diversa e in meglio rispetto a tutto l’universo femminile si sente appagata e sempre più innamorata di un uomo così sensibile che ha colto le sue diversità.

Le nuove amanti sono le più coraggiose di tutte, per forza di cosa devono essere migliori delle mogli e delle amanti precedenti, il risultato di una scrematura che ha portato il povero uomo sfortunato, ma comodo, a girare da una donna all’altra da un letto all’altro fino alla donna che racchiude tutte le essenze del mistero femminile. Ed è proprio un mistero come la donna affronti tutto questo con la luce che infervorava le sacerdotesse sin dall’antica storia e, come sacerdotessa, ciascuna custodisce lo scrigno segreto con l’amore infinito, totale e unico di quell’uomo che tanto ha tribolato incappando in tutte le donne sbagliate prima di lei: perché lei è diversa.

Un po’ come lo spot furbacchione di quella banca che è differente… chissà da chi avranno preso l’idea.

Ora, se per assurdo, le donne belle, coraggiose e forti, fossero meno coraggiose e meno forti, se volessero guardare i loro dubbi e avessero timore di trovare le risposte, se essendo meno forti volessero trovare la forza nelle altre donne… potrebbe succedere che le amanti tra di loro prima e poi con le mogli si sosterrebbero a vicenda.

Potrebbe succede che l’amante numero cinque contatti la numero quattro e chieda: – Ciao, scusa se ti disturbo ma sono l’amante n. 5 e mi chiedevo se… insomma avevo dei dubbi… magari tu che ci sei passata prima di me, anche se mi ha detto che io sono diversa.

E l’amante n. 4 potrebbe rispondere: – Si lo so, lo ha detto pure a me. E ti ha mandato una rosa per la festa della donna?

– Si, con una frase di Neruda.

– Ah, con me andava su Garcia Lorca.

– Se telefonassimo alla n. 3 magari possiamo saperne di più?

Alla fine si scoprirebbe che a volte essere meno coraggiose e forti leva dei dubbi.

Tranquilli uomini, le donne non lo faranno mai perché sono belle, coraggiose e forti.

 

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale ma per correttezza chiedo scusa alle mogli, alle amanti qualsiasi sia il loro posto in graduatoria e agli uomini con le scarpe basse e comode.

La mia storiella vuole essere solo una visione ironica alla giornata di ieri che ha celebrato le donne. In genere l’8 marzo sembra che ogni donna sia meravigliosa e l’essenza di ogni perfezione ma ciascuno di noi conosce almeno una donna che volendo trovarle delle virtù deve aspettare il necrologio.

Le mogli detestabili, le vicine di casa impiccione, le commesse sclerotiche, le mamme maleducate, le amanti bugiarde, le donne stupide, le oche giulive, quelle avide, quelle perfettine e decisamente diversamente simpatiche… è un universo di donne a volte affascinante a volte anche no.

L’8 Marzo festeggiamo le donne che sono grandi senza necessariamente essere grandi donne, le donne speciali che fanno il mondo attorno a loro speciale. Il 9 Marzo ci ricordiamo anche delle altre, quelle che vedremo ogni giorno.

 

ph dal film The Women di Diane English