I decori speciali

Ripongo i decori natalizi: le palline dell’albero tutte insieme, i decori speciali in una scatola a parte, quasi a proteggerli.
A dicembre, quando li tirerò fuori, mi sorprenderò ancora, a prenderli con delicatezza, a tenerli un attimo in più tra le mani prima di sistemarli tra i rami dell’albero, e più passano gli anni più quell’attimo si allunga.
Due pupazzi di neve, imperfetti e goffi, fatti da Marco quando era all’asilo e portati a casa con un sorriso che ricordo ancora. Una giostrina di legno, uno slittino e una minuscola casetta di legno, che mi regalarono quando ero piccola, ritrovati anni fa per caso e, come tutte le cose che trovo per caso, diventate preziose. Una colomba dorata che Alessia mi portò da New York con un QR-code che per elettronicamagia diventa la scena bellissima e commovente della signora del parco nel film “mamma ho perso l’aereo”. Un piccolo babbo natale di plastica che era un decoro di una torta che portarono dei cari amici a cena, tantissimi anni fa. Due angeli avuti in regalo da care persone. Un fungo di sottilissimo vetro, il primo decoro che comprai per il mio primo albero di Natale.
Piccoli scrigni di ricordi, di vita, di bei momenti, di emozioni.
A dicembre apro la scatola con gli addobbi e poi, con delicatezza, apro la scatola piccola con dentro i decori speciali che avranno un posto speciale nell’albero.
Sono oggetti di poco valore ma quando ne aggiungo qualcuno mi sento più ricca, lo sono.
Forse la vita è una specie di albero di Natale che a un certo punto dobbiamo smontare e tra tutti i giorni belli e importanti, avremo una scatola a parte, da maneggiare con cura, per gli istanti speciali.

Malinconia da influenza e smontaggio addobbi :/