Il regalo più bello

 

Il Natale arriva fuori, nelle strade. Fiocca morbido sui tetti delle case, a volte, arriva piovigginando ricordi, sui vetri delle finestre.

Dentro le case, gli uomini fanno arrivare il Natale e, a volte, per farlo arrivare meglio, stanno insieme.

A Natale, a volte, gli uomini parlano di pensieri che hanno dentro, altre volte ascoltano, ascoltano anche le parole che nessuno dice.

Dalla finestra si vedono le luci del Natale dentro la casa. Si sentono i rumori del Natale: rumori di piatti, di bicchieri, di passi frettolosi da una parte all’altra della casa.

Nell’altra stanza, accanto al camino acceso, un vecchio tossisce.

– Nonno, ti serve qualcosa? Vuoi un po’ d’acqua?

– No, grazie. E’ tutto a posto.

– Ci vorrà ancora un po’ per la cena, ti faccio compagnia.

– Vieni, siediti accanto a me. Ho visto che ci sono tanti pacchi sotto l’albero, ogni anno i pacchi sono sempre più grandi.

– Non lo avevo notato. Immagino tu avrai le solite ciabatte e qualche maglione che non indosserai – sorrise il ragazzo.

– Credo sia difficile fare un regalo a un vecchio che non esce mai da casa.

– Io non so mai cosa regalare, ho sempre paura di sbagliare. Qual è il regalo più bello che tu hai fatto?

Il vecchio prese l’attizzatoio e rigirò il ciocco che sfrigolò. Appoggiò le spalle alla poltrona e guardò le fiamme che danzavano.

Il ragazzo allungò le gambe verso il fuoco e aspettò che il nonno trovasse le sue risposte.

– Il regalo più bello che ho fatto… devo andare parecchio indietro nel tempo, ma ricordo perfettamente ogni dettaglio. La incontrai per caso e mi resi subito conto che sarebbe stata molto “pericolosa”. Ti ho raccontato la mia vita e sai che amavo cacciarmi in situazioni che mettevano alla prova le mie capacità. Un altro magari si sarebbe tenuto a distanza, perché lei era quel tipo di donna che non si corteggia per gioco, e io all’epoca ero già impegnato. Insomma non diedi retta al mio buonsenso e l’avvicinai con ogni scusa possibile, dopo pochi giorni le confessai il mio amore. Ero innamorato in un modo che, a me per prima, sembrava assurdo, ma non riuscivo a non pensare a lei. Per dei mesi feci quello che un uomo innamorato fa, tutto il possibile e un po’ di più. Le scrissi poesie, non ridere, ero giovane e innamorato. Sapevo da subito che non le ero indifferente, ma come ho detto, non era una donna facile e soprattutto lei era convinta di non essere capace d’amare. Diceva di essere un’isola piena di irti scogli e senza approdi. Era gentile, anche quando mi diceva di starle lontano. Adoravo la sua grazia e adoravo ogni cosa che venisse da lei. Quando finalmente mi confessò di essersi innamorata di me… beh, credevo di poter volare. D’un tratto il mondo mi sembrò un giardino fiorito e tutto il resto divenne solo “il resto”, senza nessuna importanza. Passammo i giorni più felici e i giorni più disperati. Sembrava che tutto il mondo si fosse schierato contro di noi e alla fine le nostre strade si divisero. Non fu una scelta facile. All’epoca sembrò quella giusta e anche quella più dolorosa purtroppo, ma andò così. Non volli accompagnarla alla stazione, sapevo che sarei crollato a vederla partire, ogni buona ragione sarebbe svanita e le avrei impedito di salire sul treno. Lasciai che andasse via da sola e le donai il regalo più bello: la mia solitudine.

Perché fai quella faccia? Non credi che sia il regalo più bello? Ti assicuro che lo è. Ciascun uomo o ciascuna donna ha la sua solitudine, i momenti quando tutto tace e si sta da soli con se stessi, sono momenti importanti. E’ un tempo che serve per riflettere, ma soprattutto è un tempo che serve per capirci e per capire il mondo e più vai avanti con gli anni più questo tempo diventa prezioso. Io lo regalai a lei.

Da quando lei andò via non ho più avuto momenti di solitudine miei. Ho vissuto la mia vita come meglio credevo, ho avuto i momenti di gioia e di felicità, c’è stata la nonna, tua madre che amo più della mia vita, ci sei tu e non sai quanto io possa amarti e come vorrei proteggerti e vorrei che tu avessi il meglio della vita… ma la mia solitudine è stata sempre sua e lo sarà per sempre. Ecco il regalo più bello che ho fatto.

Il viso del vecchio luccicava di ricordi.

– Nonno, stai piangendo?

– Ma che sciocchezza! E’ il fumo del camino nei miei vecchi occhi stanchi. Vai adesso. Vai a dare una mano a tua madre.

La mano dalle dita magre e ossute si posò sugli occhi e cercò di asciugare il passato.

Le fiamme danzano nel camino mentre il ceppo si consuma. Dentro le case il Natale ha i profumi dei biscotti, della legna che brucia e dei ricordi. Dentro gli uomini il Natale arde di sentimenti e di emozioni. Le storie del Natale stanno dentro alle sfere di vetro hanno la forma di microscopici fiocchi di neve basta girarle per far cadere la neve.