L’armadio della vita

 

immagino la vita come un grande armadio aperto:

il vestitino ricamato a mano del primo compleanno,

il primo grembiulino,

la tunichetta della prima comunione,

i jeans ottenuti dopo tante lotte

e la promessa di non aver mai a che fare con gli spinelli

anche se quei jeans somigliavano proprio a quelli che indossavano “gli sbandati”,

la camicia di tela indiana delle manifestazioni al liceo,

il vestitino a righine blu dove gocciolò il gelato rigorosamente al cioccolato

mentre guardavo quel ragazzo,

il vestito leggero color fragola del primo bacio,

la camicia di lino dell’esame di maturità,

i pantaloncini bianchi della prima gita da soli.

immagino di passare la mano sulle stoffe dei ricordi,

ne posso sentire la consistenza.

mi allontano e guardo l’armadio della mia vita

colorato e confuso come lo era allora,

con i giorni di fretta dove acchiappavo qualcosa da indossare

prima di correre a viverla,

o i giorni di lunghe ore a scegliere e valutare

accostamenti, abbinamenti, accessori.

adesso sembra tutto decisamente più ordinato.

le sequenze logiche una dietro l’altra

con ancora dei sorrisi appesi

o degli aloni di lacrime.

guardo il presente,

mi chiedo se sembrerà meno caotico domani,

più chiaro e ordinato.

mentre un tubino di cotone blu sbuca tra il vestito nero

della presentazione del mio primo libro e

un paio di jeans nuovi che indosserò quando avrò bisogno di giorni comodi

per capire e capirmi.

e poi guardo i desideri ancora con la targhetta,

le cose che ho comprato e che indosserò domani.

e quei capi di abbigliamento che ho immaginato

e che immagino di indossare un domani,

che forse comprerò o forse no.

intanto lascio uno uno spazio nell’armadio della vita

non si sa mai.