Il sasso

aveva corso tanto
era stanco sudato e sporco
aveva un malessere sparso
non capiva bene dove avesse male
aspettava di fermarsi per poter vedere e capire
ma era sempre così
si sarebbe fermato più avanti
un po’ più avanti
poi…
chissà perchè quel sasso stava lì
chissà perchè gli occhi non lo videro
chissà perchè i piedi non lo evitarono
anzi quel piede
il suo piede ci andò dritto contro
ma il suo andare non si fermò
andò ancora avanti senza controllo
barcollò
si piegò
rotolò
si trovò più avanti
un po’ più avanti
con le spalle sulla terra
ne sentì l’odore
di erba fresca
di terra buona
restò con gli occhi chiusi
aspettando di sentire da qualche parte
un dolore forte
magari non forte
ma acuto
o anche sordo
ma non successe niente
allora aprì gli occhi
poi…
stava lassù sopra le fronde
era…
c’era sopra le fronde
sopra ogni cosa
esattamente dove ricordava che fosse
c’era: il cielo
e la sua bocca si allargò in un sorriso
e il sorriso presto divenne riso
e il riso diventò risata
una risata che gli scosse il petto
che arrivò da qualche parte lontana
e immaginò di vedere se stesso
sdraiato sull’erba che guardava il cielo e rideva
poi…
poco più in là
un sasso strizzò l’occhio al cielo
e tornò a fare il sasso

Il sasso